Diario di viaggio di Adri e Francy, aprile 2006

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Reykjahlíð - Akureyri

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Chilometri tappa: 212 Km

Svegliati con un magnifico cielo blu e sole!! Colazione veloce e via a gustarci un po' di più il lago Mývatn, il cui nome significa lago dei moscerini.
Il contesto in cui si trova è stato scolpito e formato nei secoli dalle eruzioni vulcaniche e dà riparo a tantissime specie di avifauna facilmente osservabili tra cui 20 differenti specie di anatra.

Ci dirigiamo con la macchina verso la zona meridionale del lago, la Skutustadagigar, dove si trova un promontorio in cui si notano alcune forme coniche con un cratere centrale ricoperte da bei tappeti erbosi. In realtà non si tratta in questo caso di vulcani, ma di pseudocrateri. Si sono formati quando l’acqua, intrappolata sotto la superficie raggiunse il punto di ebollizione ed esplose in getti di vapore rompendo la crosta lavica e formando piccoli coni e crateri di scoria vulcanica.
La strada per raggiungere questa area costeggia il lago e regala proprio dei begli scorci su questo insolito lago.

Vista la splendida giornata decidiamo di salire sul cratere Hverfjall, vulcano nerissimo la cui forma allungata domina i campi di lava. Dal parcheggio che sta alla base nord-occidentale del cratere si può salire mediante un facile sentiero su pietrisco sparso fino alla cima quotata 463m. Arrivati in "vetta" si può decidere se percorrerne il perimetro; dal momento che il panorama non cambiava molto da un punto all'altro e il tempo a disposizione non era tantissimo, abbiamo deciso di fare solo una breve passeggiata  Molto bella la vista sia dall’alto verso il territorio del Krafla che verso l’interno dell’enorme cratere.

Ultima tappa prima di riprendere il viaggio è a Hverir. In pieno sole è decisamente tutta un’altra cosa!
Salutato questo posto vulcanico si riparte per Húsavík per poter fare l’escursione in mare per vedere le balene. Ci sono solo due escursioni al giorno. Una alle 10,00 e una alle 13,30.
In circa 40 minuti raggiungiamo la graziosa cittadina. Prima di arrivare notiamo sulla sinistra delle strutture in legno per essiccare il merluzzo.

La cittadina è formata da casette colorate che si affacciano sul porticciolo. Presi i biglietti (€ 48 a testa, pranzo veloce su un comodo tavolo in legno vista mare pensando “chissà se riusciremo a vedere almeno una balena…”
E infatti!!!! Subito dopo aver lasciato il porto scorgiamo un paio di balene con tanto di coda che esce dall’acqua! Che spettacolo!!!
Poi hanno deciso di portarci dall’altra parte del fiordo per vedere un’altra famiglia. Qui siamo riuscite a vederne ben quattro”! peccato però che queste non alzano la coda e quindi fotograficamente parlando danno meno emozioni. Una ci è passata vicinissima e abbiamo udito lo “sbuffo”, veramente bello!
La navigazione è durata 3 ore. Nel ritorno ci hanno offerto una cioccolata calda con un dolce. Siamo riusciti anche d immortalare qualche puffin che volava vicino alla nostra barca. In questo periodo dell’anno purtroppo si trovano soltanto al largo.

Felici e soddisfatti di questa bellissima esperienza di dirigiamo verso Akureyri, la seconda città dell'isola dietro solo alla capitale Reykjavik.
Prima di raggiungere la città, facciamo una breve sosta alle cascate Goðafoss (dall'islandese: "cascata degli dèi"). È una delle cascate più note e spettacolari d'Islanda, situata nel nord dell'isola, all'inizio della strada Sprengisandur. Le acque del fiume Skjálfandafljót cadono per circa 12 metri su una larghezza di ca.30 m.

La ammiriamo sia dalla riva destra, che si raggiunge facilmente con la macchina, sia dalla riva sinistra raggiungibile seguendo un semplice sentiero che parte bei pressi del benzinaio, per cogliere ogni angolazione di questa bella cascata.

Il nome di questa cascata deriva da una leggenda secondo la quale, nell'anno 999 o 1000, il Lögsögumaður Þorgeirr Ljósvetningagoði fece del cristianesimo la religione ufficiale dell'Islanda. Dopo questa conversione si dice che - tornando dall' Alþingi - Þorgeirr tirò le sue statue degli dèi nordici nella cascata.

Riprendiamo quindi la strada per Akureyri.
La sua dislocazione è spettacolare: infatti è situata ai piedi del fiordo Eyjafjordur ed è circondata da ripide pareti di granito le cui sommità rimangono innevate tutto l'anno.
Molto bella è anche la strada che percorriamo per raggiungere la città, soprattutto nel punto in cui scendiamo nel fiordo. Uno spettacolare scorcio delle montagne innevate con al di sotto una piana verdissima. Peccato che arrivando nel pomeriggio è tutto controsole.
Giretto veloce per il centro anche perché ormai i negozi sono tutti chiusi. Chiudono alle 18,00. Cena al ristorante italiano accanto al nostro albergo. Pasta discreta.
Per concludere la serata facciamo un giretto verso il porto. Abbiamo avuto così la possibilità di scoprire l’hobby favorito degli abitanti di questa città: girare con macchine d’epoca americane per le vie del centro. In un’ora li avremo visti passare una quindicina di volte… contenti loro!
E ora nanna. L’indomani ci attende una mega tappa fino alla penisola dello Snaefelsness!

 (By Francy)

Albergo:

Hotel Harpa
Hafnarstræti 83-85
600 Akureyri
Tel: (+354) 460 2000
Fax:  (+354) 460 2060