Svegliati con un magnifico cielo blu e sole!! Colazione
veloce e via a gustarci un po' di più il lago Mývatn, il cui
nome significa lago dei moscerini.
Il contesto in cui si trova è stato scolpito e formato nei
secoli dalle eruzioni vulcaniche e dà riparo a tantissime
specie di avifauna facilmente osservabili tra cui 20
differenti specie di anatra.
Ci
dirigiamo con la macchina verso la zona meridionale del
lago, la Skutustadagigar, dove si trova un promontorio in
cui si notano alcune forme coniche con un cratere centrale
ricoperte da bei tappeti erbosi. In realtà non si tratta in
questo caso di vulcani, ma di pseudocrateri. Si sono formati
quando l’acqua, intrappolata sotto la superficie raggiunse
il punto di ebollizione ed esplose in getti di vapore
rompendo la crosta lavica e formando piccoli coni e crateri
di scoria vulcanica.
La strada per raggiungere questa area costeggia il lago e
regala proprio dei begli scorci su questo insolito lago.
Vista la splendida giornata decidiamo di salire sul cratere
Hverfjall, vulcano nerissimo la cui forma allungata domina i
campi di lava. Dal parcheggio che sta alla base
nord-occidentale del cratere si può salire mediante un
facile sentiero su pietrisco sparso fino alla cima quotata
463m. Arrivati in "vetta" si può decidere se percorrerne il
perimetro; dal momento che il panorama non cambiava molto da
un punto all'altro e il tempo a disposizione non era
tantissimo, abbiamo deciso di fare solo una breve
passeggiata Molto bella la vista sia dall’alto verso il
territorio del Krafla che verso l’interno dell’enorme
cratere.
Ultima tappa prima di riprendere il viaggio è a Hverir. In
pieno sole è decisamente tutta un’altra cosa!
Salutato questo posto vulcanico si riparte per Húsavík per
poter fare l’escursione in mare per vedere le balene. Ci
sono solo due escursioni al giorno. Una alle 10,00 e una
alle 13,30.
In circa 40 minuti raggiungiamo la graziosa cittadina. Prima
di arrivare notiamo sulla sinistra delle strutture in legno
per essiccare il merluzzo.
La
cittadina è formata da casette colorate che si affacciano
sul porticciolo. Presi i biglietti (€ 48 a testa, pranzo
veloce su un comodo tavolo in legno vista mare pensando
“chissà se riusciremo a vedere almeno una balena…”
E infatti!!!! Subito dopo aver lasciato il porto scorgiamo
un paio di balene con tanto di coda che esce dall’acqua! Che
spettacolo!!!
Poi hanno deciso di portarci dall’altra parte del fiordo per
vedere un’altra famiglia. Qui siamo riuscite a vederne ben
quattro”! peccato però che queste non alzano la coda e
quindi fotograficamente parlando danno meno emozioni. Una ci
è passata vicinissima e abbiamo udito lo “sbuffo”, veramente
bello!
La navigazione è durata 3 ore. Nel ritorno ci hanno offerto
una cioccolata calda con un dolce. Siamo riusciti anche d
immortalare qualche puffin che volava vicino alla nostra
barca. In questo periodo dell’anno purtroppo si trovano
soltanto al largo.
Felici e soddisfatti di questa bellissima esperienza di
dirigiamo verso Akureyri, la seconda città dell'isola dietro
solo alla capitale Reykjavik.
Prima di raggiungere la città, facciamo una breve sosta alle
cascate Goðafoss (dall'islandese: "cascata degli dèi"). È
una delle cascate più note e spettacolari d'Islanda, situata
nel nord dell'isola, all'inizio della strada Sprengisandur.
Le acque del fiume Skjálfandafljót cadono per circa 12 metri
su una larghezza di ca.30 m.
La
ammiriamo sia dalla riva destra, che si raggiunge facilmente
con la macchina, sia dalla riva sinistra raggiungibile
seguendo un semplice sentiero che parte bei pressi del
benzinaio, per cogliere ogni angolazione di questa bella
cascata.
Il
nome di questa cascata deriva da una leggenda secondo la
quale, nell'anno 999 o 1000, il Lögsögumaður Þorgeirr
Ljósvetningagoði fece del cristianesimo la religione
ufficiale dell'Islanda. Dopo questa conversione si dice che
- tornando dall' Alþingi - Þorgeirr tirò le sue statue degli
dèi nordici nella cascata.
Riprendiamo quindi la strada per Akureyri.
La sua dislocazione è spettacolare: infatti è situata ai
piedi del fiordo Eyjafjordur ed è circondata da ripide
pareti di granito le cui sommità rimangono innevate tutto
l'anno.
Molto bella è anche la strada che percorriamo per
raggiungere la città, soprattutto nel punto in cui scendiamo
nel fiordo. Uno spettacolare scorcio delle montagne innevate
con al di sotto una piana verdissima. Peccato che arrivando
nel pomeriggio è tutto controsole.
Giretto veloce per il centro anche perché ormai i negozi
sono tutti chiusi. Chiudono alle 18,00. Cena al ristorante
italiano accanto al nostro albergo. Pasta discreta.
Per concludere la serata facciamo un giretto verso il porto.
Abbiamo avuto così la possibilità di scoprire l’hobby
favorito degli abitanti di questa città: girare con macchine
d’epoca americane per le vie del centro. In un’ora li avremo
visti passare una quindicina di volte… contenti loro!
E ora nanna. L’indomani ci attende una mega tappa fino alla
penisola dello Snaefelsness!