Sveglia
con calma, visto che dalle tende intuiamo che il cielo è grigio e
triste, ed inoltre la giornata di festa non preventivata non ci
potrà comunque permettere un giro fra i negozietti del centro.
Alle 9.30 ci siamo solo noi in giro per le vie della città; la
salutiamo quindi velocemente e riprendiamo il nostro viaggio verso
ovest. Oggi ci aspetta un lunga tappa fino alla penisola dello
Snæfellsnes.
Breve
deviazione di 8 km ben segnalata per visitare un piccolo agglomerato
di case con il tetto in torba adibito a museo, chiamato Glaumbaer,
che risale al XVIII secolo. Si trova a nord di Varmahlíð sulla
strada n.75.
Fortunatamente un’apertura tra le nuvole ci fa ammirare questa case
particolari illuminate dal sole!
Maciniamo
poi molti chilometri sotto un cielo grigio e attraversiamo paesaggi
non molto interessanti, parti collinose o pianeggianti con qualche
laghetto, fiume o stagno, ma soprattutto, a parte le pecore che
caratterizzano la maggior parte del territorio islandese, molti
cavalli al pascolo.
In questa regione ce ne sono veramente tantissimi.
Mentre
percorriamo la strada sterrata che ci porta verso Budardalur, ecco
che il sole torna a farci compagnia!
Quale migliore momento, se non all’ingresso della penisola dello
Snæfellsnes?
La strada,
sterrata fino nelle vicinanze di Stykkishólmur, acquista via via
sempre più interesse e fascino!
Molto bello il tratto dall’Álftafjörður in poi, con le rocce e le
montagne a picco sul fiordo.
La strada seppur bella inizia a stancare e quindi decidiamo di
fermarci per un paio di ore al paese di pescatori chiamato
Stykkisholmur.
È veramente un grazioso paesino situato in un porto naturale
protetto da una pittoresca isola di basalto su cui sorge il faro,
chiamata Sugandisey. Molto belle le casette in legno colorato che si
affacciano proprio sul porto.
In totale disarmonia con il panorama circostante si erge in
posizione sopraelevata rispetto al resto del paese l’avvenieristica
chiesa di Stykkisholmur, la Stykkisholmskirkja. È una strabiliante
struttura bianca con un’alta torre campanaria e sul retro quello che
sembra la ciminiera di un’enorme nave.
Ci prendiamo un ottimo cappuccino e fetta di torta di fronte ad un
campo sportivo dove ci stupiamo che ci sono ben 4 squadre di ragazze
che si stanno allenando a giocare a calcio. Decisamente insolito da
vedere!
Dopo questa bella sosta, riprendiamo la strada ora asfaltata verso
Grundarfjörður e Ólafsvík. La strada percorre prima una zona più
interna caratterizzata da suggesivi campi di lava, e poi ritorna a
costeggiare il mare.
Visto l’ora non ci fermiamo a Grundarfjörður, anche se la posizione
è veramente bella: inserito in una baia pittoresca di fronte al
ripido crinale del minaccioso Helgrindur, e protetta dal mare dal
picco di Kirkjufell.
Raggiunto
l’unico hotel di Olafsvik scopriamo con “nostra grande gioia” che la
stanza prenotata mesi prima non è disponibile, in quanto il
proprietario, scusandoci, ci ha detto che sta aspettando una
numerosa comitiva e quindi per noi ci sarebbe solo una camera con il
bagno in condivisione. Ci assicura che saremo gli unici del piano,
quindi il bagno è come se fosse solo per noi. Non avendo
alternative, non ci resta che accettare la proposta, con l'incentivo
almeno di uno sconto promesso dal proprietatio.
Prima della cena raggiungiamo la punta della penisola, con lo
Snæfellsjökull ben in vista ed illuminato dal sole (cosa che pare
assai rara).
Molto belle anche le nere scogliere a strapiombo sul mare e il faro
Ondverdarnes sulla punta più estrema, nei pressi della spiaggia di
Skarosvik.
Breve sosta alla chiesina luterana Ingjaldsholl con sullo sfondo il
famoso ghiacciaio soprattutto dopo il romanzo Viaggio al centro
della Terra dell'autore francese Jules Verne, nel quale il
protagonista trova il passaggio che conduce al centro della
Terra dallo Snæfellsjökull.
La prima
parte della penisola ci ha piacevolmente impressionato. Speriamo che
anche l’altra metà possa riservarci delle belle sorprese, anche se
il tempo non promette nulla di buono per l’indomani.
Cena da soli in albergo, della comitiva nemmeno l’ombra.
Chiacchierando tra noi raggiungiamo la conclusione che la comitiva
sia stata solo una scusa perché magari il proprietario sta facendo
dei lavori, visto che siamo in bassa stagione…. Ma invece….