Diario di viaggio di Adri e Francy, aprile 2006

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Akureyri - Ólafsvík

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Chilometri tappa: 482 Km

Sveglia con calma, visto che dalle tende intuiamo che il cielo è grigio e triste, ed inoltre la giornata di festa non preventivata non ci potrà comunque permettere un giro fra i negozietti del centro.
Alle 9.30 ci siamo solo noi in giro per le vie della città; la salutiamo quindi velocemente e riprendiamo il nostro viaggio verso ovest. Oggi ci aspetta un lunga tappa fino alla penisola dello Snæfellsnes.

Breve deviazione di 8 km ben segnalata per visitare un piccolo agglomerato di case con il tetto in torba adibito a museo, chiamato Glaumbaer, che risale al XVIII secolo. Si trova a nord di Varmahlíð sulla strada n.75.
Fortunatamente un’apertura tra le nuvole ci fa ammirare questa case particolari illuminate dal sole!

Maciniamo poi molti chilometri sotto un cielo grigio e attraversiamo paesaggi non molto interessanti, parti collinose o pianeggianti con qualche laghetto, fiume o stagno, ma soprattutto, a parte le pecore che caratterizzano la maggior parte del territorio islandese, molti cavalli al pascolo.
In questa regione ce ne sono veramente tantissimi.

Mentre percorriamo la strada sterrata che ci porta verso Budardalur, ecco che il sole torna a farci compagnia!
Quale migliore momento, se non all’ingresso della penisola dello Snæfellsnes?

La strada, sterrata fino nelle vicinanze di Stykkishólmur, acquista via via sempre più interesse e fascino!
Molto bello il tratto dall’Álftafjörður in poi, con le rocce e le montagne a picco sul fiordo.
La strada seppur bella inizia a stancare e quindi decidiamo di fermarci per un paio di ore al paese di pescatori chiamato Stykkisholmur.
È veramente un grazioso paesino situato in un porto naturale protetto da una pittoresca isola di basalto su cui sorge il faro, chiamata Sugandisey. Molto belle le casette in legno colorato che si affacciano proprio sul porto.
In totale disarmonia con il panorama circostante si erge in posizione sopraelevata rispetto al resto del paese l’avvenieristica chiesa di Stykkisholmur, la Stykkisholmskirkja. È una strabiliante struttura bianca con un’alta torre campanaria e sul retro quello che sembra la ciminiera di un’enorme nave.
Ci prendiamo un ottimo cappuccino e fetta di torta di fronte ad un campo sportivo dove ci stupiamo che ci sono ben 4 squadre di ragazze che si stanno allenando a giocare a calcio. Decisamente insolito da vedere!
Dopo questa bella sosta, riprendiamo la strada ora asfaltata verso Grundarfjörður e Ólafsvík. La strada percorre prima una zona più interna caratterizzata da suggesivi campi di lava, e poi ritorna a costeggiare il mare.
Visto l’ora non ci fermiamo a Grundarfjörður, anche se la posizione è veramente bella: inserito in una baia pittoresca di fronte al ripido crinale del minaccioso Helgrindur, e protetta dal mare dal picco di Kirkjufell.

Raggiunto l’unico hotel di Olafsvik scopriamo con “nostra grande gioia” che la stanza prenotata mesi prima non è disponibile, in quanto il proprietario, scusandoci, ci ha detto che sta aspettando una numerosa comitiva e quindi per noi ci sarebbe solo una camera con il bagno in condivisione. Ci assicura che saremo gli unici del piano, quindi il bagno è come se fosse solo per noi. Non avendo alternative, non ci resta che accettare la proposta, con l'incentivo almeno di uno sconto promesso dal proprietatio.
Prima della cena raggiungiamo la punta della penisola, con lo Snæfellsjökull ben in vista ed illuminato dal sole (cosa che pare assai rara).
Molto belle anche le nere scogliere a strapiombo sul mare e il faro Ondverdarnes sulla punta più estrema, nei pressi della spiaggia di Skarosvik.
Breve sosta alla chiesina luterana Ingjaldsholl con sullo sfondo il famoso ghiacciaio soprattutto dopo il romanzo Viaggio al centro della Terra dell'autore francese Jules Verne, nel quale il protagonista trova il passaggio che conduce al centro della Terra dallo Snæfellsjökull.

La prima parte della penisola ci ha piacevolmente impressionato. Speriamo che anche l’altra metà possa riservarci delle belle sorprese, anche se il tempo non promette nulla di buono per l’indomani.
Cena da soli in albergo, della comitiva nemmeno l’ombra. Chiacchierando tra noi raggiungiamo la conclusione che la comitiva sia stata solo una scusa perché magari il proprietario sta facendo dei lavori, visto che siamo in bassa stagione…. Ma invece….
 

(By Adri)

Albergo:

Holel Olafsvik
Olafsbraut 40
355 Olafsvik
Phone : +354 436 1650
Fax : +354 436 1651