E invece il
pullman è arrivato alle ore 00:30 quando noi eravamo già nel mondo dei
sogni.
L’arrivo è stato “avvertito” quando “gentilmente” una simpatica coppia ha
aperto più volte e sbattuto violentemente la porta della camera accanto alla
nostra.
Dopo questo dolce risveglio siamo stati allietati per circa un’ora e mezza
da canti con accompagnamento di un bravo chitarrista al piano sotto la
nostra camera. Se questa comitiva l’avessi incontrata in spiaggia davanti ad
un
falò gli avrei fatto senza dubbio i miei complimenti per la bravura e mi
sarei unita al gruppo… ma qui non ha avuto da parte mia la stessa
ammirazione….
Un po’ assonnati e
un po’, anzi decisamente, arrabbiati lasciamo di mattina presto l’hotel per
visitare la parte sud dello Snæfellsnes per arrivare entro sera a Keflavik.
Ma la nostra
giornata è fatta come al solito di 48 ore… purtroppo come preannunciato oggi
il tempo non è il massimo: cielo grigio con nuvole abbastanza basse che
coprono totalmente la montagna con il ghiacciaio.
Visita veloce alla spiaggia nera di Djupalon e poi al porticciolo di Arnarstapi.
La mancanza del cielo blu non ci fa apprezzare le rocce basaltiche nere che
caratterizzano questo luogo.
Sulle scogliere c’erano inoltre una miriade di uccelli. Mai visti così
tanti.
La parte sud della
penisola non ci ha colpito particolarmente come quella nord, forse un po’
anche per colpa del tempo.
Appena usciti dalla penisola eccoci illuminati da uno splendido sole!
Ci dirigiamo verso
le cascate Hraunfossar e Barnafoss. Sulla strada facciamo una breve sosta
alla sorgente caldissima di Deildartunguhver. È la più grande sorgente
geotermale d’Europa. Fornisce 180 l/s di acqua a 100°. L’acqua che sgorga
viene incanalata subito in tubature di notevole spessore e raggiunge tutte
le abitazioni nel raggio di 30 km . Giunta a destinazione, la temperatura si
aggira sugli 80°C .
Accanto alle sorgenti sono sorte numerose serre che utilizzano il calore del
luogo per la coltivazione di ortaggi che altrimenti non resisterebbero al
clima islandese.
Proseguiamo poi per le cascate. Adri avrebbe voluto fotografarle facendo
l’effetto velo, confidando nel brutto tempo… e invece “purtroppo” eccole in
pieno sole!
Le cascate Hraunfossar del fiume Hvítá (Borgarfjörður) nell'Islanda
occidentale, sono più piccole rispetto a quelle viste in questo viaggio ma
sono particolari in quanto sembrano sgorgare direttamente da un campo
lavico, chiamato Hallmundarhraun, originato da un'eruzione dei vulcani che
si trovano sotto il ghiacciaio Langjökull. Da qui il nome, infatti "hraun"
significa "lava" in islandese. Si trovano molti piccoli fiumiciattoli che
defluiscono dalla lava per una lunghezza di circa 900 metri .
Proprio lì vicino troviamo anche le cascate Barnafoss. Molto bello il colore
dell’acqua di un azzurro particolarmente intenso.
Proseguiamo lungo la strada per imboccare la strada Kaldidalur, la n.550, e invece
ci troviamo davanti ad un bel cartello che ci indica che la strada è chiusa.
Al solito le mie idee sono sempre le più disastrose… Ci tenevo a fare questa
strada che invece Adri conosceva già perché percorsa nell’altro suo viaggio
islandese…
Torniamo sui nostri passi e imbocchiamo la strada n.52. Strada di oltre 40
km di sterrato, di cui 11 non proprio agevoli. Il nostro 4x4 ci è tornato
utile! Non per presenza di passaggi troppo sconnessi o guadi, ma per il
fatto che se avessimo avuto una berlina avremmo dovuto guidare ad una
velocità decisamente inferiore, e non avremmo potuto fare tutte le cose
ancora in programma per questa lunga, intensa e ultima giornata islandese!
La 52 si ricongiunge alla Kaldidalur. Molto particolare il paesaggio, quasi
lunare.
Brevissima sosta all’imponente spaccatura, punto di incontro delle due zolle
continentali, l’americana e l’europea situata nella pianura di Þingvellir.
Il movimento di allontanamento delle due zolle di 2 mm l’anno ha causato la
formazione di spettacolari spaccature tra cui la grande Almannagjá. Sullo
sfondo il più grande lago d’Islanda: il Þingvallavatn.
Rapido giro a Reykjavík per qualche acquisto e per recarci al punto
informazioni per il tax refund.
Consegnando gli scontrini con allegati dei documenti rilasciati dai
negozianti ci hanno restituito circa il 20% di quanto speso in "non – food".
Ma la giornata non è ancora finita! E il sole continua a splendere!!
Ci resta ancora da visitare la penisola di Keflavik: Reykjanes (o
Reykjanesskagi).
La penisola è contraddistinta da attività vulcanica, mentre ampie distese di
lava fanno sì che la vegetazione sia scarsa. Nella parte più meridionale
della penisola vi sono numerose sorgenti termali e sulfuree, intorno al
lago Kleifarvatn e all'area geotermale di Krýsuvík.
Ci dirigiamo quindi verso Krýsuvík, seguendo l’ennesima strada sterrata ben
tenuta.
La zona delle solfatare è abbastanza piccola, ma offre dei begli scorci
dai colori vivacissimi. Merita sicuramente una visita.
Ultima tappa di questa interminabile giornata alla laguna blu!
Prima ci consegnano dei braccialetti che ci permettono di accedere agli
spogliatoi e chiudere in tutta sicurezza gli armadietti. E poi con un vento
gelido (Adri sostiene che non è stato nulla in confronto alla volta
precedente) eccomi anche io a percorrere la nota passerella che porta alla
bellissima vasca di acqua calda azzurrissima! E' veramente una bellissima
sensazione! Intorno a noi lava nerissima e noi a rilassarci beatamente al
calduccio!
La penisola di Reykjanes merita sicuramente una visita. Purtroppo essendo
vicina all'aeroporto non è meta prediletta dei turisti che subito appena
atterrati sognano le magnifiche e famosissime cascate ed i ghiacciai, e
lasciano in tutta fretta questi luoghi che invece sanno regalare
emozioni indimenticabili!
Raggiungiamo tardissimo Keflavik e non ci resta che cenare in un fast food,
unico "ristorante" rimasto aperto alle 9 di sera... e quindi niente agnello
per finire questa bellissima ed intensa vacanza!
Solito nostro rito di sistemazione valigie... miracolosamente siamo riusciti
a richiuderle! Ma che fatica! E poi nanna felici e soddisfatti per le
meraviglie che l'Islanda ci ha saputo regalare.